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Sarah Jane Morris

Sarah Jane Morris

Box 1

Besides the exploration of a new operatic expression in the chamber opera, our repertoire is focused on the contemporary opera and its influence on the modern art. Discover the best performers and plays.

Box 2

Besides the exploration of a new operatic expression in the chamber opera, our repertoire is focused on the contemporary opera and its influence on the modern art. Discover the best performers and plays.

Box 3

Besides the exploration of a new operatic expression in the chamber opera, our repertoire is focused on the contemporary opera and its influence on the modern art. Discover the best performers and plays.

Ho ucciso i Beatles

Atto unico per cantante, attore e quartetto d’archi

di Stefano Valanzuolo

SARAH JANE MORRIS
SOLIS STRING QUARTET
PAOLO CRESTA (voce recitante)

musiche dei Beatles trascritte e arrangiate da Antonio Di Francia

lighting designer Francesco Adinolfi

tecnico audio Giuseppe Polito

Regia e progetto scenico di Pierluigi Iorio

 

Se qualcuno avesse chiesto chi erano i Beatles a Mark David Chapman, l’assassino di John Lennon, lui avrebbe certamente potuto parlarne per ore e ore, citando testi e musiche dei fab four ma anche – di sicuro – vari passaggi del suo romanzo di culto, “Il giovane Holden”.

Quando fu arrestato, la notte dell’8 dicembre 1980 a New York, davanti al Dakota Building, Chapman aveva ancora tra le mani il libro di Salinger. Poco distante da lui, a terra, il corpo di Lennon. Con cinque colpi di pistola, l’ex bamboccione venuto da Honolulu aveva spezzato per sempre la vita di John, il sogno dei Beatles e, insieme ad esso, quello di milioni di persone in tutto il mondo.
In “Ho ucciso i Beatles” si immagina che nelle ore trascorse al freddo, in attesa di compiere il folle rito di morte, Chapman riviva, come in un flashback allucinato e scandito sempre dalla musica, la propria storia d’amore e odio con la band più famosa di tutti i tempi. Cercando ragioni, evidentemente, che la ragione non conosce.
La voce forte e unica di Sarah Jane Morris, coinvolgente come un ricordo che venga dal profondo dell’anima, scandisce, in questo spettacolo scritto da Stefano Valanzuolo e articolato attraverso una sequenza di quadri-canzoni, le tappe di una storia piena di musica e passione.

Nello spettacolo, la cui regia è firmata da Pierluigi Iorio, ricorre l’eco di grandi classici (da “Lucy in the sky with diamonds” a “Come together”, “Yesterday”, “The fool on the hill”, “The long and winding road”…) resi in una veste vocale e strumentale inedita, grazie all’apporto raffinato del Solis String Quartet e gli arrangiamenti di Antonio Di Francia. Sarà l’attore Paolo Cresta a dar voce e colore alle inquietudini del protagonista, Mark David Chapman.

(Stefano Valanzuolo)

Let the music play!

personale omaggio dell’artista agli anni ’80

Sarah Jane Morris – voce
Tony Remy – chitarra
&
Papik Band

Papik è un progetto musicale nato da una idea dell’arrangiatore e compositore romano Nerio Poggi, autore e produttore di successo che spazia dal pop, jazz, dalla Bossa nova al Soul e che ha collaborato, tra gli altri, con Mario Biondi.
La collaborazione tra Sarah e Papik inizia sul brano “I really feel you so”, un brano inedito, mentre successivamente lavorano sulla cover di Barry White che dà il titolo al progetto e al disco in uscita per Irma Records “Let the music play!”.
Nel disco suona la chitarra il fidato collaboratore di sempre Tony Remy, tutti gli altri musicisti sono del progetto Papik proprio perché il disco ha un preciso mondo sonoro che contraddistingue il produttore.
É un tributo agli anni ‘80, periodo dal quale arriva il successo di Sarah con “Don’t leave this way” insieme ai Communards. Sarah ha scelto brani di artisti a cui è particolarmente legata come Bill Withers (“Lovely Day”), Everything but the girl (“Missing”), Simply Red (“Jericho”), Tod Rundgren (“Hello It’s me”) per citarne alcuni.
Il carisma e la voce di Sarah e il mondo sonoro di Papik danno una nuova luce a queste canzoni, creano un’atmosfera solare, allegra ma raffinata, un live che riporta a quella magia e leggerezza di cui abbiamo tanto bisogno di questi tempi.

https://www.youtube.com/watch?v=q_3N6wpiyFU

Ho ucciso i Beatles

Atto unico per cantante, attore e quartetto d’archi

di Stefano Valanzuolo

SARAH JANE MORRIS
SOLIS STRING QUARTET
PAOLO CRESTA (voce recitante)

musiche dei Beatles trascritte e arrangiate da Antonio Di Francia

lighting designer Francesco Adinolfi

tecnico audio Giuseppe Polito

Regia e progetto scenico di Pierluigi Iorio

 

Se qualcuno avesse chiesto chi erano i Beatles a Mark David Chapman, l’assassino di John Lennon, lui avrebbe certamente potuto parlarne per ore e ore, citando testi e musiche dei fab four ma anche – di sicuro – vari passaggi del suo romanzo di culto, “Il giovane Holden”.

Quando fu arrestato, la notte dell’8 dicembre 1980 a New York, davanti al Dakota Building, Chapman aveva ancora tra le mani il libro di Salinger. Poco distante da lui, a terra, il corpo di Lennon. Con cinque colpi di pistola, l’ex bamboccione venuto da Honolulu aveva spezzato per sempre la vita di John, il sogno dei Beatles e, insieme ad esso, quello di milioni di persone in tutto il mondo.
In “Ho ucciso i Beatles” si immagina che nelle ore trascorse al freddo, in attesa di compiere il folle rito di morte, Chapman riviva, come in un flashback allucinato e scandito sempre dalla musica, la propria storia d’amore e odio con la band più famosa di tutti i tempi. Cercando ragioni, evidentemente, che la ragione non conosce.
La voce forte e unica di Sarah Jane Morris, coinvolgente come un ricordo che venga dal profondo dell’anima, scandisce, in questo spettacolo scritto da Stefano Valanzuolo e articolato attraverso una sequenza di quadri-canzoni, le tappe di una storia piena di musica e passione.

Nello spettacolo, la cui regia è firmata da Pierluigi Iorio, ricorre l’eco di grandi classici (da “Lucy in the sky with diamonds” a “Come together”, “Yesterday”, “The fool on the hill”, “The long and winding road”…) resi in una veste vocale e strumentale inedita, grazie all’apporto raffinato del Solis String Quartet e gli arrangiamenti di Antonio Di Francia. Sarà l’attore Paolo Cresta a dar voce e colore alle inquietudini del protagonista, Mark David Chapman.

(Stefano Valanzuolo)

Bio

“Lasciate a casa i preconcetti”. Così inizia la descrizione di un critico londinese della sensuale cantante-autrice Sarah Jane Morris che spazia dal rock al blues al jazz e al soul con un’estensione di quattro ottave che fa letteralmente venire i brividi.
Nella voce di Sarah Jane alcuni all’inizio sentono Sarah Vaughan o Billie Holiday, altri citano Macy Gray o Erikah Badu. Lei si sentirebbe più figlia di Nina Simone e Janis Joplin, ma è la sua fortissima individualità che oltre alla voce le ha permesso di emergere come Sarah Jane Morris, una cantante che da venticinque anni riscalda il cuore di chi la ascolta.

Diventata famosa per la sua collaborazione con I Communards a metà degli anni ’80 e famigerata per una versione poi censurata del classico Me and Mrs Jones, Sarah Jane Morris ha sempre attratto l’attenzione su di sé, sia per il suo impegno civile che per la sua voce tellurica, una voce che parte dall’anima.
I suoi più grandi successi oltre che in Gran Bretagna (dove in seguito a concerti diventati leggendari per sei anni di seguito ha fatto registrare settimane intere di tutto esaurito al Ronnie Scott’s Club) li ha ottenuti in Giappone, Germania, Italia e Grecia. La vittoria agli European Grammy awards e quella del Festival di Sanremo l’hanno fatta conoscere al pubblico più vasto.

“Una voce che sa provocare brividi di passione e di piacere…si innalza, discende, sensuale e sofisticata, questa voce è più che uno stile, è una forza della natura...che canti canzoni romantiche, standard soul o fumosi blues, il messaggio rimane costante: passione umana trasmessa da una voce che lascia stupefatti”.
(Neil Spencer, The Observer)