Alice entra in scena con un cognome che non si può sussurrare. Uno di quelli che arrivano prima di te, che sollevano aspettative e creano equivoci.
Tutti si aspettano quel qualcosa. Ma Alice no. Alice non canta De André.
Non per ribellione, né per distanza. È che la voce di Alice non imita: racconta. Non si alza per fare il verso, si abbassa per farsi ascoltare.
C’è un violoncello sul palco. C’è una storia, anzi, tante. Un nonno mai conosciuto, canzoni che hanno segnato i passi, profumi di Sardegna, ricordi rubati, domande senza risposta e momenti buffi, teneri e spiazzanti.
E poi c’è lei, Alice, che prova, con grazia e un’ironia disarmata, a diventare sé stessa. Con un cognome pesante sulle spalle e una leggerezza tutta sua nei piedi.
Non è uno spettacolo su De André. È uno spettacolo dopo De André. È un omaggio rovesciato.
Un modo per dire:
Sì, mi chiamo così. Ma adesso ascolta il resto.
Durata: 80 minuti
di
Alice De André e Alessio Tagliento
con
Alice De André
violoncello
Giulia Monti
regia
Alice De André
OF THE TOUR