Note del coreografo.
Creata nel 1875, la Carmen di Georges Bizet è l’opera francese più rappresentata al mondo. È soprattutto la musica, tenera e malinconica, piena di brio e allegria e sempre accessibile, che mi ha spinto a combinarla con la mia coreografia.
La sfida è ancora più stimolante per me perché vado controcorrente rispetto a quest’opera comica così profondamente
impressa nella nostra memoria collettiva, optando per uno spettacolo senza scenografie - tutto è sobrio - per invitare il pubblico a concentrarsi sulla musica e sulla danza. Per me, il personaggio di Carmen non è solo un corpo fantasticato, desiderato dagli uomini. Rappresenta soprattutto la libertà. E se, nella versione di Georges Bizet, la sua libertà la porta alla morte, io trovo insopportabile accettare il femminicidio di Carmen.
Uomini e donne sono uguali, liberi e uniti. Siamo tutti Carmen. In un universo poetico avvolto dalle mie origini algerine, voglio trasporre e reinventare non “Una” ma “Molte” Carmen. I ballerini del Balletto dell’Opera di Tunisi fanno emergere le figure del doppio di Carmencita, con sensualità e vitalità. La mia coreografia, volutamente scritta in perpetuo movimento dei danzatori, ci ricorda la forza del Mediterraneo, che unisce il Nord Africa e l’Europa.
Abou Lagraa
OF THE TOUR