LA BIGOTTA

L'Orchestra del Mare

La Bigotta

In principio erano dei piccoli presepi di legno colorato. Oggi sono pronti a diventare l’Orchestra del Mare, una flotta di strumenti musicali che, con le loro sgargianti cromie, testimoniano il dramma dei migranti nel Mediterraneo, e insieme il riscatto di detenuti delle carceri di Milano che
hanno imparato il mestiere di liutai e fatto risparmiare allo Stato i soldi della demolizione.
Sono violini, viole, violoncelli e contrabbassi costruiti con i legni delle barche dei migranti, arrivate a Lampedusa cariche di vite e di speranze,
ma anche di morte e di lamenti. Strumenti ancora verdi, azzurri e gialli come le assi dei gozzi che erano pochi mesi prima, legni ben diversi dai
pregiati abeti e aceri utilizzati nella liuteria, legni crepati, intrisi di gasolio e di salsedine, eppure casse armoniche in grado di suonare.
Raccontano di quel legno che dalla sua nascita e crescita in Africa, come patriarca venerabile abitato dalle anime dei trapassati, a quando
viene abbattuto da una scure senz’anima è portatore di una arcaica memoria, del suo viaggio attraverso il deserto per arrivare al mare, del
suo attraversarlo fino a trovare oggi mani delicate capaci di trasformarlo da umile barca per pescatori a prezioso oggetto di speranza.
L’Orchestra del Mare, messaggera di pace che da quando è nata nel 2021 è stata accolta da Papa Francesco e ha ricevuto la Medaglia del
Presidente della Repubblica, è pronta a girare l’Italia, l’Europa e l’America: Norvegia, Croazia, Berlino, Vienna, Parigi, Lucerna, New York,..
Gli strumenti saranno portati però non solo in scena ma anche
nelle scuole, dove verrà raccontato il progetto ai ragazzi che potranno poi trasmettere a loro volta il messaggio, perché non si tratta di estetica ma di coscienza. Per un mondo migliore.
Nel 2025 la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato cade il 28 settembre ed il Giubileo di Migranti si terrà a Roma il 4 e 5 ottobre 2025,
queste celebrazioni per il nostro progetto saranno solamente l'inizio, ma ci daranno l'occasione e la forza per portare anche nelle nostre città uno spettacolo inedito e originale che possa raccontare e “musicare” un
momento storico di grande migrazione.

Di fronte alla tragedia che vede il Mar Mediterraneo come il più grande cimitero d’Europa, e di fronte al dramma a cui stiamo assistendo
quotidianamente di milioni di persone in fuga dalla fame e dalla guerra, ecco il progetto de l’Orchestra del Mare in questo spettacolo originale ed inedito.
La proposta di porre lo sguardo su questi temi avviene attraverso non solo una metafora ma, appunto, una vera e propria “metamorfosi”: quella del legno delle barche dei migranti, trasportate dal molo Favarolo di Lampedusa al carcere di Opera di Milano, e trasformate dalle persone detenute in strumenti musicali affinché tutti possano conoscere una realtà, quella dei migranti, che viene spesso rimossa, guardata con indifferenza o affrontata e raccontata in modo ideologico.
“Metamorfosi” perché questa mutazione del legno cambia anche chi la realizza, cioè le persone detenute dei carceri, qui inserite in un reale percorso di riscatto. Il progetto risponde al bisogno di comunicare una cultura dell’accoglienza e della dignità umana attraverso l’arte.
Gli strumenti musicali sono creati nei carceri di Milano, Monza, Napoli, Rebibbia con una collaborazione della Fabbrica della Basilica di San Pietro.
L’Orchestra del Mare è composta da strumenti ad arco: violini, viole, violoncelli e contrabbassi, e da strumenti tipici della tradizione mediterranea, come chitarre, mandolini, mandole, ma anche percussioni. L’Orchestra del Mare cerca di dare voce, attraverso la musica e al di là di qualsiasi divisione politica, religiosa e sociale, il dramma di chi ogni giorno fugge dal proprio Paese a causa di guerre, miseria e persecuzioni.
Un progetto, inoltre, che pone al centro l’importanza cruciale dell’articolo 27 della Costituzione Italiana rispetto al tema della detenzione e della necessità che “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

CREDITS

Attore, performer, autore dei testi originali
Antonio Rezza

Solista e Direttore d’Orchestra
Danilo Rossi

Compositore
Fabio Massimo Capogrosso


Orchestra Bruno Maderna

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