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Elio

Elio

Largo al Factotum

con ROBERTO PROSSEDA, pianoforte

“Il motivo per cui ho iniziato a fare questo tipo di spettacoli è perché credo che la musica classica sia anzitutto musica bella che vale la pena ascoltare. Siamo in una fase storica in cui c’è bisogno di qualità, ma in pochi conoscono questi brani. Quindi l’intento è quello di far ascoltare a chi non avrebbe mai avuto l’occasione o la voglia di farlo della buona musica, senza etichette di genere, sperando che poi se ne innamorino come è accaduto a me”.
Queste le parole con cui ELIO presenta il concerto “LARGO AL FACTOTUM”, un suggestivo recital in compagnia del pianista ROBERTO PROSSEDA: un viaggio originale, divertente e raffinato nella storia della musica classica, da Rossini a Mozart e Weill, alle canzoni moderne del compositore contemporaneo Luca Lombardi, che vedranno Elio interpretare Don Giovanni e il Barbiere di Siviglia, così come odi musicali alla zanzara, al criceto e al moscerino.

Con Elio nella Vienna di Beethoven

ELIO, voce narrante
Solisti dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo
Ettore Pagano, violoncello
Alessandro Benigni, fortepiano
Testo di Vincenzo De Vivo

Elio si ritrova catapultato a Vienna nel maggio 1824, nel Teatro di Porta Carinzia.
Non che abbia problemi di comunicazione, anche se non parla il tedesco, perché tutti, in quel teatro, conoscono l’italiano. È italiano persino l’impresario, quel Domenico Barbaja che ha portato nella capitale austriaca il compositore alla moda, Gioachino Rossini, con i cantanti più famosi d’Europa e, quindi del mondo. Barbaja non è in città, è a Napoli per organizzare la stagione del Teatro San Carlo. Il suo socio, Luis Duport – un ballerino diventato impresario – è alle prese con un’impresa titanica: eseguire l’ultimo lavoro di Ludwig van Beethoven – stimatissimo e temutissimo compositore – con le orchestre e i cori riuniti del Teatro e degli Amici della Musica.
Elio riconosce alcuni personaggi che gli sembrano familiari: il vecchio Salieri su una sedia a rotelle, il giovane Schubert, lo scarmigliato Beethoven, ormai sordo. Da loro viene a conoscenza dei successi viennesi di Rossini e Weber ma anche dei pettegolezzi sulla gestione del teatro e sul suo impresario.
Alle prove della Nona Sinfonia, Elio – che assiste tra gli addetti ai lavori – è richiesto d’imperio dal compositore in persona a sostituire il basso ritardatario, per cantare il recitativo che introduce il coro nell’ultimo movimento. Non può spiegare a Beethoven che non è un cantante lirico, perché il maestro non lo sentirebbe. Non ha altra chance che salire sul palco e cantare: fortuna per lui che l’Inno alla gioia, ai nostri tempi, lo conoscono tutti.
È l’inno d’Europa.

Bio

Nato in una zona di Milano, in tenera età si trasferisce in un'altra zona di Milano, ma sempre in periferia. Poi dopo tanti anni va ad abitare fuori Milano, ma non tanto, dove abita tuttora, ma in periferia nella zona dove era andato in tenera età che ho detto prima.
Milano, città che ha dato i natali ad Elio, è anche la città dove va a scuola, elementari, medie, liceo scientifico Einstein, con Mangoni,università di ingegneria (politecnico) terminata con calma, scuola civica di musica dove suona il flauto traverso e si diploma anche alconservatorio G. Verdi di Milano, che però G. Verdi è nato a Busseto ma non c'è neanche da fare il paragone per scherzo. In più gioca a pallone nella Milanese, nel Fatima, nel Corsico fino all'età di 18 anni, poi gioca a baseball nell'Ares, sport che gli piace tuttora.Obblighi militari assolti dall'86 all'88, dal 1979 cerca di far divenire realtà il sogno di Elio e le Storie Tese.