VIA DELLE MONDINE 6, 41012 CARPI (MO) ITALY

Irene Grandi

Irene Grandi

Box 1

Besides the exploration of a new operatic expression in the chamber opera, our repertoire is focused on the contemporary opera and its influence on the modern art. Discover the best performers and plays.

Box 2

Besides the exploration of a new operatic expression in the chamber opera, our repertoire is focused on the contemporary opera and its influence on the modern art. Discover the best performers and plays.

Box 3

Besides the exploration of a new operatic expression in the chamber opera, our repertoire is focused on the contemporary opera and its influence on the modern art. Discover the best performers and plays.

Io in Blues

Irene Grandi voce
Max Frignani chitarra
Piero Spitilli basso
Fabrizio Morganti batteria
Gianluca Tagliavini Hammond

https://video.corriere.it/irene-grandi-live-cantante-toscana-il-blues-mi-ha-fatto-venire-voglia-cantare/47f47314-4945-11ed-a525-e360fe4fb789
https://www.youtube.com/watch?v=GJWGj40Vyso&t=20s
https://www.youtube.com/watch?v=ulzrTwhKr70

Sito: www.irenegrandi.it
Social: www.facebook.com/IreneGrandiOfficial/; www.instagram.com/irenegrandiofficial/

 

Un concerto emozionante, coinvolgente, fatto di canzoni internazionali e italiane che spaziano dagli anni ’60 fino agli anni ’90, di ispirazione blues: Etta James, Otis Redding, ma anche Pino Daniele, Battisti, Mina…solo per citarne alcuni. E poi i grandi successi di Irene: “Bruci la città”, “Bum Bum”, “La tua ragazza sempre” e tante altre, da riscoprire in un arrangiamento rock-blues.

Irene Grandi vestita di blues è una scossa di energia positiva, di quelle che sanno scuotere e accarezzare al tempo stesso.
«Io in blues», il tour che la cantante toscana ha portato ieri sera a River Blues Park, nel Parco del Garza di Nave, è un viaggio musicale nel tempo di miti che furono e che, a tutt’oggi, sono le spalle sulle quali posano i generi nobili. Conosciuta principalmente per successi di musica leggera, con questo concerto Irene Grandi svela chi fu il suo primo grande amore, i Blues Brothers, e tutto quel filone a cui sono ispirati i riarrangiamenti di «La tua ragazza sempre», «Bruci la città», e altri successi della cantante.
Il live di quasi 2 ore è principalmente un omaggio alla storia del rythm&blues e del soul, generi nei quali Irene si muove splendidamente dal punto di vista vocale e interpretativo: «Why can’t we live together» nella versione elegante di Sade e «Something’s got a hold on me» del mito Etta James sono le chicche iniziali, prima di immergersi ulteriormente nell’atmosfera della serata con «Little red rooster».
Abdicare ai propri successi, almeno per gran parte del concerto, ha una motivazione, se alla base c’è su una ricerca musicale fatta con coraggio e criterio: il coraggio che Irene ha di «sfidare» Mina su «E poi», o di omaggiare Pino Daniele con «Quanno chiove», e Lucio Battisti con «Il tempo di morire», prima di tornare alla sfera personale con una versione tutta nuova di «La tua ragazza sempre», scritta per lei nientemeno che da Vasco Rossi per il Festival di Sanremo del 2000, e classificatasi seconda.
Irene e la sua band, composta da Max Frignani alla chitarra, Piero Spitilli al basso, Fabrizio Morganti alla batteria e Pippo Guarnera all’organo Hammond, sono un corpo unico, capace di perdersi nei cromatismi blues, per poi ritrovarsi sulla strada maestra, come può essere quella di «Roadhouse blues» dei Doors che viene accorpata a «Prima di partire per un lungo viaggio», in un continuum reso interessante dal piglio da rocker consumata della cantante. In questo «concerto di formazione», come lo chiama la stessa Irene, che canta «folgorata come John Belushi che vede la Madonna», si dovrebbe ballare sotto qualche luce stroboscopica, ancheggiare sui passaggi rock and roll; mentre, timidamente, i più audaci abbandonano il prato per avvicinarsi al palco, la scaletta abbandona la storia e vira verso i singoli con i quali la cantante si è fatta conoscere al pubblico, sempre rimodulati con la veste vintage che ha ammantato la serata bresciana. «Bruci la città», «Finalmente io» e «Bum bum» accompagnano il pubblico verso il finale dal dolce sapore con il quale Irene Grandi e la sua band si congedano, ovvero «Lasciala andare».•.

Bio

Il suo talento, Irene Grandi lo scopre e lo coltiva in un lungo periodo di crescita musicale nell’ambiente fiorentino e toscano. Debutta a ventiquattro anni a Sanremo 1994 nella categoria “Nuove proposte” con il brano “Fuori” scritto in collaborazione con l’autore e musicista Telonio. Lo stesso anno esce il primo album, “Irene Grandi”.
L’anno successivo esce “In vacanza da una vita” (1995), secondo album che contiene brani importanti come “Bum Bum”, “Dolcissimo amore”, la title track “In vacanza da una vita “e “Il gatto e il topo” quest’ultimo scritto da Pino Daniele che la vuole anche con lui in tour quello stesso anno, lanciando anche il duetto su “Se mi vuoi”, brano del cantautore napoletano contenuto nel suo album “Non calpestare i fiori nel deserto”.
Nel 1997 esce Per fortuna purtroppo”, terzo album della cantante e terzo capitolo del sodalizio artistico con Telonio, che firma con Irene tutti i brani. E’ un disco sperimentale, tra soul, suoni etnico-tribali ed elettronica, primo chiaro segnale dello spirito libero e aperto alle sperimentazioni della cantante fiorentina.
“Verde rosso e blu” (1999) è il quarto disco. Nel 2001 esce la sua prima raccolta “Irek”, che contiene gli inediti “Per fare l’amore” e “Sconvolto così”.
Il 2005 è l’anno di “Indelebile”, sesto lavoro che contiene la hit “Lasciala andare” composta con Gaudì e Riccardo Cavalieri e il 2007 della seconda raccolta di successi, “Irenegrandi.hits”, che contiene “Bruci la città” scritto da Francesco Bianconi dei Baustelle, che diventerà presto uno dei brani di Irene più amati dal pubblico, e “E’ solo un sogno”, scritta con Paolo Benvegnù.
Nel 2008 esce l’album “Canzoni per Natale” col quale Irene porta in Italia la tradizione internazionale dei dischi natalizi. Nello stesso anno, la Mondadori pubblica la prima autobiografia ufficiale, “Diario di una cattiva ragazza”.

Nel 2010 Irene torna a Sanremo dopo dieci anni con “La cometa di Halley”, ancora composto da Bianconi. Il brano che anticipa “Alle porte del sogno”, il settimo disco di inediti.
Nel 2011 è Irene a scrivere un brano per Tiziano Ferro, “Paura non ho”.
Nel 2012 la voglia di sparigliare le carte si concretizza ancora con “Irene Grandi & Stefano Bollani”, disco nato dalla collaborazione e dall’amicizia ventennale con il celebre pianista. Il progetto, voce e pianoforte, è una rilettura di celebri brani e standard di mondi diversi, dal Brasile di Chico Barque de Hollanda e Vinicius De Moraes al rock dei Radiohead a brani italiani di Pino Daniele, Niccolò Fabi, Cristina Donà fino alla “W la pappa col pomodoro” scritto in origine da Lina Wertmuller su musiche di Nino Rota.
Nel 2015 partecipa al 65° Festival della Canzone Italiana di Sanremo con il brano “Un vento senza nome”, di cui è autrice, title track dell’omonimo album, il decimo (nono di inediti).
Nel 2018 ancora una sterzata, verso la videoarte stavolta, con “Lungoviaggio”, progetto che unisce il talento di Irene con quello dei fratelli Marco e Saverio Lanza, fotografo il primo e multistrumentista il secondo, quest’ultimo da anni stretto collaboratore in studio e dal vivo nonché co-autore di molti brani di Irene.
Nel 2019 festeggia i venticinque anni di carriera con “Grandissimo”, disco che rappresenta le due anime di Irene Grandi, rockettara popolare e interprete raffinata.

Ha partecipato al Festival di Sanremo 2020 con “Finalmente io”, il brano scritto per lei da Vasco Rossi ( insieme a Roberto Casini, Gaetano Curreri e Andrea Righi) e arrangiato dal M.ro Celso Valli.
Nel 2021 torna a suonare dal vivo dopo un anno di pausa dovuta alle restrizioni per la pandemia, con un progetto del tutto nuovo, “IO in Blues” in cui Irene alterna ai classici del blues, canzoni di artisti italiani legati al blues come Pino Daniele e Lucio Battisti e alcuni suoi successi in un nuovo arrangiamento in chiave blues. Un ritorno alle origini, alla sua formazione musicale e vocale che la entusiasma e che incontra il favore del pubblico e della critica. Irene viene premiata da Radio Rai Live e dal Mei e chiude la rinomata rassegna (meeting delle etichette indipendenti) a Faenza.
Con questo nuovo progetto, accompagnata dal suo trio (Lanza, Morganti, Spitilli) e dallo special guest Pippo Guarnera, hammondista fuoriclasse di lunga esperienza, si appresta ad iniziare nel 2022 un tour nei teatri italiani.
La sua carriera discografica è sempre stata accompagnata da un’intensa attività live e da molte collaborazioni, che oltre ad alcuni dei più influenti autori e cantanti italiani, l’ha portata a dividere il palco o studio di registrazione con alcune stelle di prima grandezza del panorama internazionale come Youssou N’Dour, Patti Smith, Hector Zazou, James Reid. E’ stata protagonista di importanti partecipazioni televisive, grandi eventi e tour teatrali, in cui l’artista ha coinvolto ampie platee grazie a un carisma naturale e una voce potente e riconoscibile.
Irene Grandi in questi venticinque anni di musica è passata attraverso le maglie del rock, del jazz, della bossa nova, della canzone d’autore, del soul, essendo sempre se stessa e coerente con le proprie scelte. Ha compiuto un’evoluzione che non si è mai arrestata, quella di un’artista mai doma che ha scelto sopra a ogni cosa la libertà: di espressione, di scelta, di sperimentare, di essere indipendente.