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Eduardo De Crescenzo

Eduardo De Crescenzo

Box 1

Besides the exploration of a new operatic expression in the chamber opera, our repertoire is focused on the contemporary opera and its influence on the modern art. Discover the best performers and plays.

Box 2

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Essenze Jazz

Essenze jazz, più che il titolo di un concerto, è la definizione che Eduardo De Crescenzo darebbe oggi della sua musica, di quell’insieme artistico felice e originale di tecnica, virtù e sentimento di cui si compone il suo stile, così complesso da collocare con sicurezza esaustiva nelle consuete etichette di mercato (classico, pop, jazz, blues…) e che pure potrebbe contenerle tutte. Una mente musicale raffinata, la sua, che per magia della vita incontra quella voce-strumento, ormai leggendaria, così carica di armonici da riuscire a cogliere ogni più sottile sfumatura delle emozioni umane. Crea, così, un format live emozionante, quasi una biografia, che attraversa il suo repertorio ma anche tutte le esperienze musicali che l’hanno formato e che hanno concorso a disegnare la sua personalità artistica: le interpretazioni raffinate dei chansonniers italiani e napoletani che a inizio del XX secolo s’ispirarono alla Francia, il ritmo serrato del vocalizzo scat che scopriva nell’adolescenza nei locali americani sul porto di Napoli dove la sera si suonava il jazz, le suggestioni del Mediterraneo che lo ispirano dal mare o dai vicoli della sua città. Sono le caratteristiche di un mondo sonoro che si svela nel tempo, in un repertorio che raggiunge vette internazionali di popolarità: Ancora, L’odore del mare, E la musica va … o nella dimensione più intima e poetica di brani come Il racconto della sera, Sarà così … o nei ritmi serrati di Foglia di the, La vita è un’altraEssenze jazz è il concerto della sua maturità espressiva, trasversale ai generi e alle mode; incanta e stupisce platee anche molto diverse (Blue Note a Milano, Parco Della Musica a Roma, Teatro San Carlo a Napoli, Ravello Festival, Teatro Morlacchi a Perugia nell’ambito di Umbria jazz …) ora per la teatralità poetica del suo canto, ora per le virtuose improvvisazioni musicali sue o dei musicisti che sono con lui sul palco, ora per l’eleganza con cui interpreta i suoni del nostro tempo ma anche le radici che li hanno generati.

Enzo Pietropaoli contrabbasso
Marcello Di Leonardo batteria
Julian Oliver Mazzariello pianoforte
Daniele Scannapieco sassofoni
Susanna Krasznai violoncello
Eduardo De Crescenzo voce e fisarmonica

In alcuni eventi, in pieno spirito jazzistico, Eduardo apre la formazione a incontri musicali suggestivi. Ha già ospitato la magica tromba di Enrico Rava, il geniale arpista colombiano Edmar Castaneda, Mariapia De Vito voce raffinata del jazz italiano.

ESSENZE JAZZ

Bio

Eduardo De Crescenzo nasce a Napoli, l’8 febbraio del 1951. L’incontro con la musica arriva precocissimo: a tre anni riceve in dono la sua prima fisarmonica e subito la suona “a orecchio”; a cinque anni, enfant prodige, debutta al Teatro Argentina di Roma e inizia gli studi di musica classica. Saranno studi privati perché, al tempo, la fisarmonica non era riconosciuta nei conservatori. Arrivano i primi concorsi, poi i complessi (così si chiamavano i gruppi musicali tra gli anni ‘60 e ‘70). Sono gli anni in cui soul, blues e jazz invadono i Nights: Eduardo mette temporaneamente da parte la fisarmonica che non si confà al sound americano imperante e suona il pianoforte o le tastiere nei vari gruppi cui si aggrega. Si limita a catturare la musica che gli gira intorno, non ha ancora compreso tutto il mondo musicale che è dentro di lui e nemmeno la potenza di quella voce che lo renderà famoso. Intanto prosegue la scuola. Dopo la ragioneria s’iscrive alla Facoltà di Legge, dà otto esami ma è la musica che riempie i suoi pensieri …Nel 1981 il debutto ufficiale con Ancora sul palco del Festival di Sanremo dove la sua voce irrompe come un uragano! Una giuria prestigiosa, presieduta da Sergio Leone, assegna a quel giovane debuttante Il Premio della Critica come Migliore Interprete. “Ancora” – scritta da Claudio Mattone e Franco Migliacci – è una di quelle rare canzoni che divengono subito un evento straordinario. In pochi giorni si trasforma in un successo internazionale e gli regala la fama. Con milioni di copie vendute è ancora oggi un evergreen amato e suonato in tutto il mondo. Molti grandi artisti proveranno a riproporla: Mina e Vanoni in Italia, Mireille Mathieu in Francia – con l’adattamento in francese del testo di Charles Aznavour – ma, come succede ai capiscuola di razza, l’impronta della sua interpretazione resterà indelebile.

Il talento naturale di Eduardo, però, non è esaustivo del suo mondo sonoro: cantante, compositore, fisarmonicista, arrangiatore … il suono di quella voce-strumento è il frutto di tanti talenti e di un lavoro più complesso. Lo descrive bene un suo esimio estimatore, Omar Calabrese, nel 1995, in uno scritto titolato La sapienza latina: “De Crescenzo è certamente dotato di un’estensione e di una capacità melodica fuori dal comune, però è stato capace, nel corso di pochi anni, di raffinarla, fino a renderla emblema di mille ricordi musicali. Al di là del riconoscimento di vari generi, infatti, nelle sue canzoni si percepisce perfettamente l’esistenza di un margine di rischio e di inaspettatezza, come se lo spartito fosse solo un canovaccio dal quale possono uscire variazioni e improvvisazioni a piacere. Quasi istintivamente, così, accade che ci si lasci andare – nonostante un’indiscutibile sofisticazione di parole e musica – agli effetti sentimentali prodotti dall’autore. Emozioni come quelle della nostalgia, del rimpianto, dell’elegia, fluiscono dirette, poetiche, liriche da queste esecuzioni, anche qui nella più perfetta tradizione mediterranea. Eppure c’è da giurare che nulla delle canzoni di De Crescenzo è spontaneo. Il critico più accorto saprà riconoscere lo studio, la cultura, il virtuosismo di certi passaggi”.
Un’analisi pregnante e veggente quella di Omar Calabrese che da sola basterebbe a spiegare tutto il percorso artistico di Eduardo De Crescenzo. Sul palco di San Remo tornerà più volte negli anni 80, anche con successi internazionali come L’odore del mare nel 1987 e fino al 1991 con E la musica va. E’ tornato a comporre i suoi brani, ha ripreso la fisarmonica – lo strumento delle sue radici – ma progressivamente si allontana da quel modo di rappresentarsi in pubblico, anche le sue apparizioni televisive diventeranno rare. E’ la dimensione del concerto che lo interessa e che gli consente di esprimere la sua emozionante e virtuosa musicalità.
Nel 2012, Eduardo De Crescenzo presenta un nuovo progetto live, Essenze jazz. “Cerco un suono che possa rappresentarmi oggi” – dirà – ma la meta che insegue è più complessa, è il format a cui giunge la sua maturità espressiva. Le canzoni del suo repertorio sono già intrise del suo canto ad alta concentrazione blues e non risultano particolarmente stravolte dalla nuova dimensione; resta tutta l’intensità delle sue interpretazioni poetiche di scuola classica, ma, i moduli jazzistici, si prestano meglio per “suonare” quella sua voce carica di armonici, per alimentare la composizione estemporanea che contraddistingue le sue esecuzioni.

 

VIDEO INTERVISTA
estratta dal docufilm Essenze trasmesso in esclusiva su Sky Arte

DISCOGRAFIA:
ESSENZE JAZZ 2013 – LE MANI live cd e dvd 2006 – LA VITA È UN’ALTRA 2003 – LIVE 1995 – DANZA DANZA 1993 – CANTE JONDO 1991 – C’E’ IL SOLE 1989 – DOVE C’E’ IL MARE 1985 – NUDI 1987 – decrescenzo 1983 – AMICO CHE VOLI 1982 – ANCORA 1981.
www.eduardodecrescenzo.it