Ballad Opera con Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla
“Che i ciechi occhi quali meteore potrebbero brillare”
(Dylan Thomas, Don’t go gentle into that good night)
Tra le onde delle sintonie radiofoniche e i segnali abissali delle balene, una rivincita sulla cultura della morte, un manifesto poetico che principia da Sotto il bosco di latte, opera per voci che celebra la vita, l’innocenza, la pluralità, l’infanzia del mondo nel villaggio in riva al mare inventato dal poeta gallese Dylan Thomas per la radio, che il rock dj radiofonico e beautiful loser Renato Striglia voleva realizzare e non realizzò.
Le quindici canzoni inedite scritte da Vinicio Capossela, i caratteri, le voci, le ossessioni dei personaggi affollano la solitudine di un uomo adagiato in una vasca da bagno vuota, che è insieme Renato, Capitan Gatto e il poeta Dylan Thomas stesso, “Noè della baia nella sua arca rattoppata”.
Lo spettacolo è un musical radiofonico immerso nel buio in cui le voci che ci arrivano dal latte del bosco sono le voci della nostra umanità. È un recinto di innocenza, assediato dal mondo della legge, del potere e dell’ordine, un ammutinamento alla mansuetudine che celebra la potenza eversiva dell’essere se stessi, nonostante tutto… Anche la morte.