COM'È UMANO L'AI

COM'È UMANO L'AI

ovvero

Come non temere il megadirettore galattico e imparare a dargli del tu


con Claudio Paolucci e Rocco Tanica

 

Claudio Paolucci, uno dei protagonisti del dibattito teorico e accademico sull'AI, profondo e brillante divulgatore sulle orme del suo maestro Umberto Eco, e Rocco Tanica, che da anni ha arricchito con un'assidua sperimentazione in campo AI la sua lunga carriera di artista innovatore dei linguaggi della cultura pop, accompagnano il pubblico in una conferenza/spettacolo pensata come un percorso di comprensione, introduzione e sperimentazione partecipata della più importante invenzione recente che sta rivoluzionando le nostre vite: l'intelligenza artificiale generativa al servizio della creatività.

Come spiega Claudio Paolucci:
«per la prima volta ci troviamo difronte a macchine dotate di linguaggio capaci di generare canzoni, immagini e video a partire da un normale dialogo in chat. È normale che ci senta spaesati, perché per la prima volta nella storia dell'essere umano le macchine sono capaci di operazioni che per secoli abbiamo pensato essere esclusive dell'essere umano. Tuttavia, l'AI, è solo l'ultimo degli strumenti esterni a cui da sempre abbiamo affidato parte del nostro lavoro mentale, con il fine di migliorare e rendere più efficiente la nostra relazione con i nostri simili e con l'ambiente: dalla scrittura, al computer, a internet, fino allo smartphone».

La mente umana non sta solo dentro la nostra testa, ma da sempre si allarga verso gli oggetti e le tecnologie che usiamo. Mescolarci con la tecnologia non è quindi innaturale, è al contrario proprio ciò che ci rende umani, perché l'evoluzione della nostra specie è passata proprio dalla creazione di strumenti culturali che hanno reso la nostra mente più efficiente e potente. L'AI è solo l'ultimo di questi strumenti, ma, riconfigurerà in modi che non hanno credibili precedenti molti dei nostri processi mentali, mostrandoci percorsi e connessioni che attraversano il nostro sapere e la nostra vita quotidiana e che non eravamo stati in grado di cogliere con gli strumenti finora disponibili. Per questo imparare a usarla in modo creativo diventa la nuova grande sfida che ci coinvolge tutti.

Anche per Rocco Tanica:
«la creatività, cioè quanto di più umano si possa immaginare, ha da sempre sfruttato la tecnica – dal graffito all'affresco, dagli strumenti musicali tradizionali a quelli elettronici – per tradursi in opera d'arte e condividere mondi, emozioni, idee e queste protesi hanno a loro volta influenzato e modificato il processo creativo. Che oggi chi fa arte possa utilizzare (anche) l’AI per potenziare ed esaltare la propria creatività è semplicemente scontato».

Rocco Tanica racconterà dunque il suo percorso di avvicinamento e addomesticamento dell'AI, mentre al computer, in tempo reale e con il coinvolgimento del pubblico, spiegherà il funzionamento dei principali programmi di Al generativa per creare testi, immagini, video e musica (e/o ottimizzarli) e, con il suo stile spiazzante e al tempo stesso coinvolgente, mostrerà come l'AI stia trasformando le professioni creative, non necessariamente a scapito della spontaneità e qualità artistica ma anzi fornendo un potente strumento espressivo a chi sarà in grado di utilizzarla nel modo giusto.

L'AI non è il megadirettore galattico, dobbiamo imparare a darle del tu. Anche perché non è l'AI che ci paga, semmai il contrario. Com'è umano, l'AI.

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