Secondo un’antica leggenda – scrive Giuseppe D’Amato – quando Dio distribuì le terre tra i popoli concesse ai bulgari un piccolo angolo di Paradiso, dalla natura selvaggia e incontaminata, dove le donne vennero addestrate al canto in maniera così severa da custodire nel corso dei secoli il suono prodotto dalla lira d’ Orfeo. Quello che rivive oggi nel coro femminile Le Mystère des Voix Bulgares, appunto.
Un coro composto in origine da cantanti scoperte nei primi anni ’50 nei borghi di campagna, prive di studi musicali, ma con doti vocali eccezionali, voci pronte ad essere plasmate dai loro maestri per eseguire repertori antichi, mistici e arcani, provenienti da un po’ da tutta l’area del Danubio e poi anche mediterranea.
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